I Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi e il personale della Polizia di Stato, segnatamente della Squadra Mobile di Palermo, supportati dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Palermo Villagrazia e delle unità Cinofile della Polizia di Stato, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone (di cui 2 già detenute per altra causa), ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, furto aggravato in concorso, rapina, porto e detenzione abusiva di armi e detenzione di sostanze stupefacenti.
Nello specifico il provvedimento ha colpito 6 palermitani di 23, 26, 28, 42, 54 e 55 anni (il primo destinatario della misura degli arresti domiciliari e gli altri destinatari della misura della custodia cautelare) e un 30enne, denunciato in stato di libertà per i medesimi reati.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’attività investigativa condotta tra settembre e dicembre 2023, dal Nucleo Operativo della citata Compagnia Carabinieri e dal predetto reparto investigativo della Polizia di Stato. Le indagini hanno permesso di azzerare una struttura organizzativa stabile e duratura, dedita alla commissione di diversi reati predatori, con particolare riferimento a furti pluriaggravati ai danni di sportelli bancomat (colpiti attraverso il pericoloso metodo della “marmotta” esplosiva), rapine aggravate, furti in abitazione, oltre al traffico di sostanze stupefacenti e al porto illegale di armi da fuoco.
Dalla ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe operato secondo una precisa e interscambiabile divisione di compiti, potendo contare su basi logistiche e mezzi condivisi. Le investigazioni, condotte attraverso attività tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali, acquisizione e analisi tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza) e tradizionali (servizi di osservazione, controllo e pedinamento, perquisizioni, sequestri, arresti in flagranza e deferimenti in s.l.), hanno permesso di individuare nel 26enne il capo, promotore e organizzatore dell’associazione.
Spettavano a quest’ultimo, che spesso partecipava in prima persona ai sopralluoghi operativi, le decisioni strategiche, la scelta dei bersagli, le tempistiche dei colpi, la spartizione dei proventi e la custodia dei mezzi.
Il ruolo di organizzatore e anello di congiunzione tra il vertice e la squadra esecutiva, sarebbe stato affidato al 55enne, incaricato di reclutare nuovi membri e di selezionare, all’occorrenza, soggetti esterni per rafforzare la squadra d’azione.
La componente operativo-esecutiva sarebbe stata composta dagli altri 4 indagati che, avrebbero operato come una vera e propria “squadra d’assalto” alternandosi nei ruoli di palo, autisti o esecutori materiali. Secondo quanto accertato, avrebbero messo a disposizione del gruppo le proprie competenze nel reperimento e nell’uso di armi ed esplosivi, occupandosi di scardinare gli ATM fronte strada, fornendo rifugi sicuri per l’occultamento dei mezzi e pianificando rapine e furti in abitazione. Questi ultimi venivano posti in essere dopo aver studiato meticolosamente le abitudini delle vittime, colpite nei momenti di massima vulnerabilità.
Durante lo sviluppo delle indagini, sono state arrestate altre tre persone accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrati 1,8 KG di marijuana; deferito in stato di libertà un altro palermitano e sono stati sequestrati 100 grammi di polvere da sparo, petardi artigianali e strumentazione per la fabbricazione degli ordigni esplosivi utilizzati per i furti.
Infine, è stato scovato un covo utilizzato dalla consorteria criminale all’interno del quale i militari, hanno rinvenuto e sequestrato un’auto rubata, radio portatili, cellulari, passamontagna arnesi da scasso e congegni esplosivi del tipo “marmotta” pronti per l’utilizzo, nonché arnesi atti alla fabbricazione degli ordigni.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.



